tratto dal laboratorio sensoriale MOMENTO BENESSERE
Percorso esperienziale con persone compromesse da grave disabilità
Proviamo a ribaltare questa parola così diffusa nel nostro tempo…..
Esser bene, quindi stare bene.
Come si può stare bene nel corpo e nella mente?......
….e addirittura come si può stare bene nel corpo
e nella mente
laddove c’è sofferenza, limite, malattia?
Ebbene per prima cosa cerchiamo di trovare e
riconoscere l’Essere;
ancor prima del ruolo che rivestiamo, educatore o
educando, assistente o assistito,
cerchiamo la persona,
l’individuo, la vita che pulsa in ognuno di noi.
Spesso ci scordiamo l’essenza dell’Essere per trovare senso nei ruoli che ci siamo costruiti o in cui ci siamo ritrovati.
Adesso proviamo a nutrire con l’Amore la persona (Scardovelli) , l’individuo, l’Essere appunto.
Proviamo a cercar l’Amore dentro di noi,
cerchiamo i pensieri,
le azioni che nutrono questo nobile sentimento.
Non scordiamoci dell’Amore!
Come può il frutto dell’Amore scordarsi
di ciò che l’ha generato…….?
Ognuno di noi ne ha bisogno!
Proviamo ora ad ascoltarci, a trovare
la consapevolezza e
l’attenzione verso di sé.
Proviamo a mostrare la nostra
presenza, la nostra persona completando
l’affermazione Io sono….
con lo sforzo di arrivare ad una nuova
percezione di sé, riconoscendo i talenti che ognuno
possiede…... anche i più nascosti.
Cerchiamo la perfezione dell’individuo
nonostante i suoi limiti.
È ’ il primo passo per accettarsi e quindi per amarsi.
Credo che il senso di colpa,
il senso di inadeguatezza possa
limitare l’accoglienza dell’Amore
Io merito l’Amore!
Cerchiamo di prenderci cura di quel corpo che non conosce il piacere e che spesso ospita
prevalentemente la sofferenza ed il limite.
Proviamo a recuperare quei codici ancestrali che non hanno bisogno delle parole, anzi, le superano in termini di comunicazione.
Adottiamo alcune primordiali stimolazioni sensoriali per attivare il piacere dell’esperienza corporea.
Non dimentichiamoci dell’udito, dell’olfatto,
del gusto e del tatto per esplorare
il bello della vita…..
il tutto in un contesto di comunicazione non verbale.
Ora sperimentiamo la capacità di abbandonarsi
all’altro e la capacità di prendersi cura di sé
e dell’altro.
Alla fine dell’esperienza proviamo a verbalizzare in gruppo l’emozione vissuta,
lo stato d’animo presente…e quello passato...
provando a comunicare le situazioni che dentro di noi possono generare
Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura