La tecnica del "DIALOGO SONORO" secondo Mauro Scardovelli

tratto dal volume "Il Flauto di Pan"
Musica Complessità Comunicazione

".... con tale espressione intendiamo una situazione in cui due persone comunicano tra loro attraverso i suoni prodotti con il proprio corpo,con la voce o con gli strumenti musicali. Ci occuperemo quindi della Comunicazione Non Verbale di cui ritagleremo uno specifico aspetto: quello sonoro-musicale."

"... l'utilizzazione del suono e della musica facilita l'apertura di un canale di comunicazione, anche nei casi di particolare gravità."

"...quando due persone comunicano intensamente e felicemente, i loro corpi sono impegnati in una sorta si sinfonia audio-visivo-cinetica.........i gesti dell'uno vengono ripresi da quelli dell'altro, c'è rispecchiamentonella postura, nel tono,nel tempo-ritmo, c'è empatia, frutto di ascolto e calibrazione reciproca...."

OSSERVAZIONE-ASCOLTO-CALIBRAZIONE

"...l'empatia è contingente ad un rispecchiamento nella respirazione, nella postura, nella gestualità nel tono e, più in generale, nel tempo-ritmo. E allora possiamo facilitare l'empatia ed il rapporto con l'altro mettendoci nei suoi panni, quindi in primo luogo adottando consapevolmente e volontariamente una respirazione ed una postura analoga alla sua."

Il Dialogo Sonoro è quindi il risultato di una attenta e paziente pratica che il musicoterapista mette in atto attraverso le proprie competenze. L' osservazione, l'ascolto, la calibrazione e l'empatia sono soltanto alcune delle molteplici abilità necessarie favorire un setting caratterizzato dall'accettazione, dall'assenza di giudizio, dall'attenzione all'essere ancora prima che al fare, dalla fiducia. Una sintonizzazione verso i messaggi dell'altro ed il conseguente rispecchiamento (matching).

E'questa la condizione indispensabile per cominciare un processo evolutivo rivolto all'esterno e che facilita la possibilità di sperimentare, laddove c'e sofferenza e chiusura, nuovi percorsi espressivi e diverse modalità comunicative. L'apertura verso l'altro può manifestarsi attraversi un minimo gesto, un flebile suono o uno sguardo fugace che il musicoterapista deve saper riconoscere.

Da qui comincia la possibilità di camminare insieme per viversi il piacere della relazione, per ritrovarsi nella condivisione e per raggiungere insieme l'ignoto. Dopo aver lavorato per consolidare la fiducia, la sicurezza e le certezze di cui tutti hanno bisogno, il paziente insieme al musicoterapista prova a lasciare la propria base sicura per accedere a quelle zone finora inesplorate. L'enfasi si manifesta attraverso l'amplificazione del coraggio, del successo del nuovo. Il ricalco diventa strumento per rinforzare l'innovazione (pacing).

Adesso il musicoterapista può contribuire con le proprie modalità aggiungendo suoni e melodie utili al percorso evolutivo del paziente, può suggerire il proprio senso estetico e promuovere percorsi guidati senza mai dimenticare quanto sia importante per il paziente stare bene nella situazione proposta dal musicoterapista(leading).